mercoledì 27 gennaio 2010


NEL BLU

Libertà. o almeno l'idea che lo sia, che sia arrivata a riempire le tue giornate. Dell'estate mi piace questa promessa di spazio e di tempo ch esfiora la gente. Promessa infilata nelle sacche da mare la domenica mattina, nei borsoni delle piscine, negli zaini dei pic-nic, nei cestini delle biciclette di un giro per caso nel centro che speri deserto. Libertà. Un'idea astratta che si sporca di concreto. Basta poco. Libertà che cercano di comprimere ma che poi sbuca fuori, come una pallina antistress he provi a schiacciare e torna inevitabilmente alla sua forma iniziale. Tonda e morbida. Unico modo di sconfiggere gli spigoli. Mi è sempre piaciuto quell'aforisma di Jules Renard: " L'uomo veramente libero è colui che rifiuta un invito a pranzo senza sentire il bisogno di inventare una scusa". Ecco. Così. Senza scuse. Senza bugie. Senza teatro. Nessuna recita. Buona la prima. Fare quello che il cuore dice e farlo senza paura, enza sensi di colpa. E' l'orgoglio che fà mentire il cuore. Ed è allora che la libertà diventa un' arma e non più una possibilià. Perchè lo dico? Perchè penso al mare. Lo sento muoversi sotto i piedi. Mare è libertà. Immediata come il vento. Il mare non ha bisogno di ragioni. E non mente. Il mare ti spara in faccia le sue verità di quell'azzurro sconfinato. Cielo che si mischia con l'acqua. Sabbia e risate. Pelle che non si nasconde e che se ne frega di tutto.

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